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Gabriella Carlucci, oltre le luci della ribalta: viaggio nella vita di una donna straordinaria

Aggiornamento: 8 lug 2025




Gabriella Carlucci è una di quelle figure che appartengono alla memoria collettiva italiana, ma che pochi conoscono davvero oltre l’immagine pubblica . Conduttrice televisiva, politica, ambasciatrice del Made in Italy, intellettuale raffinata e donna di grandissima determinazione, Gabriella si racconta in questa intervista ispiratrice e potente : sogni, scelte, destino, coraggio, successi e la capacità di restare sempre se stessa.


Gabriella, da bambina cosa sognavi di fare da grande? E quanto di quella bimba è rimasta in te oggi?


«Fin da piccola sognavo di viaggiare e conoscere il mondo. Già a 7 anni scrivevo nel diario questa voglia fortissima di scoprire luoghi e culture diverse.

I miei genitori ci hanno sempre spinti verso questa apertura .

Ogni sabato e domenica ci portavano in giro per l’Italia, per conoscerla bene in tutte le sue bellezze, e poi anche all’estero: Inghilterra, Francia, Spagna.


Questa curiosità è rimasta immutata in me. Ancora oggi, attraverso i miei eventi internazionali in Spagna, Serbia e Stati Uniti, continuo a coltivare quella passione.

La bambina che ero è assolutamente presente in tutto ciò che faccio. Non mi fermo mai, ho sempre mille curiosità, tanti progetti.

Volevo viaggiare, vedere il mondo, conoscere le lingue ed oggi continuo a farlo con il mio lavoro.»



Qual’è stata la tua prima grande opportunità, quella che ha cambiato il corso della tua vita?



«Aprile 1982. Mia sorella Milly, che lavorava alla sede Rai di Milano, mi disse: “Gabriella, Enzo Tortora sta facendo dei provini per Portobello, cercano un inviato speciale giovane che conosca le lingue. Sei perfetta, devi provarci”. Avevo 21 anni, mi stavo laureando in lingue, studiavo tanto, avevo una bella "parlantina" ed un carattere aperto.

Andai al provino e Tortora mi prese subito.


Quell’anno, 1982-1983, ero in onda ogni settimana, sempre in un paese diverso.

Il mio sogno. di viaggiare e comunicare si realizzò immediatamente.


Milly mi disse: “Che vui diventare un manager ? Devi fare televisione, sei bravissima”. Aveva ragione. Da lì iniziai a lavorare in TV: mi mandavano agli Oscar, alle sfilate di Parigi, in tanti eventi in giro per il mondo.

Parlare bene inglese e spagnolo mi aprì tutte le porte.Conoscevo bene il tedesco, lo parlavo perfettamente, anche se poi non l’ho quasi mai più utilizzato perché la mia carriera si è sviluppata più verso la Spagna, il Latinoamerica, Stati Uniti ed Inghilterra. Conosco anche il francese . Questa vocazione internazionale l’ho avuta da sempre, la scrivevo come desiderio fin da piccolissima nel mio diario : volevo viaggiare e scoprire il mondo.»



Hai avuto un percorso scolastico straordinario. Raccontaci.



«Sono sempre stata determinata. A scuola andavo molto bene, ma avevo fretta di uscire e cominciare la mia vita vera e di lavorare. Ho fatto il secondo ed il terzo anno di liceo classico insieme , per arrivare a prendere la maturità in anticipo con il massimo dei voti. Mi sono laureata in lingue in tre anni , poi ho preso una seconda laurea in storia dell’arte ed un master in relazioni internazionali. Avevo già deciso: volevo un lavoro che mi permettesse di , conoscere ancora meglio le lingue e scoprire il mondo.

All’epoca non si parlava ancora di export manager, ma esistevano master per l’internazionalizzazione delle imprese :

m’iscrissi a settembre, ma ad aprile arrivò Portobello e la mia vita cambiò completamente.»



In politica hai avuto ruoli importanti. Qual' è stata la tua battaglia personale più significativa?



«La battaglia più importante è stata introdurre il tax credit per il cinema in Italia nel 2007. È un incentivo fiscale per produrre cinema attraverso le proprie tasse, esiste in tutto il mondo. In Inghilterra c’è dal 1975. Io l’ho studiato in America ed UK, e l’ho proposto poi in Italia.


C’era il governo Prodi, eppure la mia legge ottenne l’appoggio del centro-sinistra, di Rutelli e del senatore Willer Bordon che mi disse: “Posso presentarla al Senato?”. Io risposi di sì. La misero nella finanziaria e fu un successo enorme: una legge di destra approvata dalla sinistra.

Una soddisfazione personale e politica grandissima.

Questa scelta ha poi aiutato il cinema italiano, perché permetteva alle produzioni italiane la possibilità di finanziarsi in modo innovativo e sostenibile .»



La politica ti ha insegnato a scegliere o rinunciare?



«Entrambe le cose. Devi scegliere, perché non puoi fare tutto e devi rinunciare a qualcosa per portare a casa i risultati. La politica t' insegna soprattutto il valore del compromesso giusto, quello che ti permette di realizzare davvero i tuoi obiettivi ;

ed allo stesso tempo ti porta anche a studiare. Non puoi andare in Parlamento senza sapere di cosa si sta parlando. Io mi occupavo di cultura, spettacolo, cinema, ma leggevo tutto, anche di energia, finanza , sanità . Studiavo sempre, memorizzavo e selezionavo le cose importanti.

La politica ti forma, ti educa al realismo ed alla responsabilità.»




Tra tutte le tue carriere, qual' è stata dettata dal destino ?



«Tutte. La televisione arrivò con quel provino di Portobello un occasione che non mi sarei mai aspettata : la politica anche .

Nel 1994, mentre lavoravo a Buona Domenica, un giornalista del Corriere mi chiese un’opinione su Forza Italia. Risposi che aveva un programma moderno ed innovativo. Su 50 interviste, solo io, Raimondo Vianello e Mike Bongiorno rispondemmo positivamente. Due giorni dopo, mi chiamò Berlusconi e mi chiese: “Ti vuoi candidare?”. Dissi di no, ma proposi di aiutarlo in campagna elettorale.

Entrai in Forza Italia, feci carriera fino al 2001, quando mi candidai e fui eletta. Anche questa fu una scelta del destino.»



Oggi qual è il tuo rapporto con l’arte ?



«L’arte è sempre un rifugio personale. Ho studiato moltissimo e continuo a seguirla, anche se oggi mi concentro più sul cinema e sugli eventi culturali che organizzo. Confesso che mi risulta difficile trovare in ambito contemporaneo opere che abbiano il fascino e la potenza degli artisti antichi che ho amato e studiato. L’arte rimane per me bellezza pura, cultura profonda, un nutrimento dell’anima.»



Hai mai avuto un momento in cui ti sei sentita sola, nonostante il successo?



«No, non mi sono mai sentita sola. Ho avuto la fortuna di avere genitori straordinari, sorelle che sono sempre state un punto di riferimento sicuro.

Ho avuto sempre la famiglia presente ed un marito che mi ha sostenuta.

Non mi sarei sposata se non avessi trovato qualcuno che accettasse ed amasse anche la mia dimensione pubblica. Ho un figlio che adoro, indipendente, giudizioso, che mi dà sempre il consiglio giusto . Sono stata circondata da affetto e sostegno in tutto il corso della mia vita .»


Se dovessi sparire per un mese, dove andresti e cosa faresti?


«A Venezia. Avevo vinto una borsa di studio a Ca’ Foscari, ma poi scelsi Roma. Venezia rimane la mia città preferita. Passerei un mese camminando tra le calli, visitando chiese, gallerie, respirando arte, storia, cultura, bellezza. Venezia è l’equilibrio perfetto tra cultura e bellezza.»



C’è un tratto del tuo carattere che hai nascosto per non apparire debole?



«La mia impulsività. Essere troppo trasparenti a volte appare come una debolezza, soprattutto in politica e nello spettacolo , ma io credo che, con la determinazione, si arrivi sempre ad un punto di svolta . Non mollo mai: se penso che un’idea sia buona, anche quando tutti dicono che è “impossibile”, io la realizzo. Detesto non concludere un progetto. Se prendo un impegno, lo porto fino in fondo.»



Qual'è il vero lusso per te, oggi?



«Il lusso è possibilità . Non è la ricchezza materiale, ma la libertà di scegliere come vivere, cosa fare e cosa non fare.»



Quando ti sei sentita veramente vista come persona , senza il filtro del personaggio pubblico?



«Durante il periodo della politica. Quando le persone mi fermavano per strada non come personaggio televisivo, ma come persona che cercava di dare aiuti concreti e fattivi. Questo confronto si è tradotto in una crescita umana e professionale che ho vissuto grazie a quel periodo.»



A memoria non ricordo nessuno/a che avesse uno stile così garbato ed educato come il vostro ed , allo stesso tempo ottenesse tanto successo.

Voi mettevate sempre il pubblico al primo posto, anche rispetto alle circostanze, ed ai vostri personaggi , senza cadere mai nel gossip e questo non è affatto scontato.

C’è oggi un personaggio che si avvicina al vostro stile televisivo?


«È difficile risponderti . Noi avevamo uno stile educato, elegante, gentile che derivava dai precetti familiari : nostro padre, (Generale dell'Esercito), era impeccabile ; mia madre, una professoressa, sempre perfetta, mai spettinata nemmeno in casa ; io sono tuttora come lei .

Oggi non vedo figure simili alle nostre , ma credo che la professionalità e la qualità dei contenuti porti ad emerga sempre.»


Qual' è il sogno che conservi ancora, come un progetto che aspetta solo il momento giusto per essere realizzato?


«Vorrei portare il Made in Italy nel mondo in modo ancora più incisivo. Creare una piattaforma culturale internazionale per far riscoprire ai giovani il valore autentico dell’Italia, della sua arte, creatività e bellezza. Non è ancora arrivato il momento giusto, ma sento che si sta avvicinando.»



E parlando di bellezza, arte e viaggi, come non ricordare il valore di manifestazioni che celebrano l’eccellenza italiana nell’accoglienza e nel turismo, settore che Gabriella stessa ha contribuito a promuovere in tutto il mondo? Tra queste, desidero citare il prestigioso Oscar del Turismo – MH Resort & Hospitality Awards 2025, un riconoscimento che premia l’impegno, la professionalità e l’innovazione di chi rende l’Italia una destinazione amata ed ambita, portando in alto l’immagine del nostro Paese, proprio come Gabriella Carlucci ha sempre fatto con la sua vita ed il suo lavoro.




Intervistare Gabriella Carlucci per me ha significato scoprire una donna di straordinaria energia, curiosità, cultura e determinazione. Un personaggio che ha saputo trasformare ogni destino in occasione cruciale , ogni sogno in realtà, restando sempre fedele a se stessa.


Grazie di cuore, Gabriella, per la tua disponibilità , precisione e profondità.

Sei un esempio di eleganza, preparazione e forza interiore che continua ad ispirare intere generazioni.

MV

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